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Ambiente. Acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni, l’Emilia-Romagna punta al 50% entro il 2018. Approvato oggi dall’Assemblea Legislativa il Piano del Green Public Procurement

Bologna – Obiettivo 50% di “acquisti verdi” entro il 2018 per le Pubbliche amministrazioni dell’Emilia-Romagna. Percentuale che sale al 100% nei casi previsti dal Codice degli appalti. Tra questi, energia elettrica, edilizia, mezzi di trasporto.

Lo prevede il nuovo Piano del Green Public Procurement, varato a novembre dalla Giunta regionale e approvato definitivamente oggi dall’Assemblea legislativa.

Al centro del provvedimento le attività di informazione, formazione e sensibilizzazione rivolte al personale pubblico perché le forniture di beni, servizi e lavori siano sempre più “green”. E poi la promozione degli acquisti verdi nell’ambito dell’utilizzo delle risorse comunitarie di Por e Psr, l’assistenza tecnica alle stazioni appaltanti nella predisposizione e adozione dei criteri ambientali e sociali nelle proprie gare ed il coinvolgimento delle associazioni di categoria degli operatori economici.

“L’approvazione dell’atto- afferma l’assessore all’ambiente Paola Gazzolo- segna un ulteriore passo avanti della Regione Emilia-Romagna verso un’economia sempre più circolare: introdurre gli acquisti verdi in un ente significa ripensare i fabbisogni di un’Amministrazione e riorientare i processi di consumo in una prospettiva di riduzione degli sprechi e di ottimizzazione delle risorse.
La parola chiave- aggiunge Gazzolo- ­ è innovazione: solo così potremo sostenere politiche industriali efficaci e lungimiranti, in grado di rendere economicamente vantaggioso il nuovo approccio green che proponiamo. La domanda pubblica deve rappresentare uno stimolo perché la competitività delle imprese sia sempre più legata alle innovazioni di prodotto o di processo, nell’ottica di una crescente sostenibilità. Serve una grande azione culturale per trasmettere agli operatori dell’amministrazione pubblica il valore sociale, etico e ambientale delle scelte di acquisto e per far maturare la stessa consapevolezza anche tra i produttori”.

L’Emilia-Romagna è prima in Italia per numero di certificazioni Epd (Dichiarazione ambientale di prodotto) e seconda per Emas (Sistema comunitario di ecogestione e audit) ed Ecolabel, il marchio di qualità ecologica. Una vitalità che traspare in alcuni settori trainanti dell’economia regionale quali il comparto ceramico per Ecolabel e l’agroalimentare per le sperimentazioni nell’applicazione di Emas nei caseifici e nei prosciuttifici.

Il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano sarà sottoposto ad un costante monitoraggio che interesserà sia le Direzioni Regionali e IntercentER, sia le amministrazioni territoriali grazie alla collaborazione con l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici.

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