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Ausl Modena, servizi sanitari ripristinati al 90%

Per quanto riguarda gli ospedali, a Carpi è al 60%, a Mirandola ripresa al 30%, a Finale struttura fuori da “zona rossa”
 Dopo il terremoto è tornato a regime il 90% dei servizi di assistenza territoriali. Lo fa sapere l’Ausl di Modena, precisando che tuttavia la situazione è più complicata per quanto riguarda gli ospedali. A oggi, sia pure con situazioni molto diverse, i servizi territoriali si possono considerare nuovamente attivi, nelle sedi originarie, al 90%. In particolare nel distretto di Carpi tutti sono rientrati nelle loro sedi originarie, mentre qualche criticità in più si ha ancora nell’area di Mirandola, dove la percentuale scende all’80%.

 

Più articolata, a causa anche della differente entità dei danni riportati dalle strutture, è la situazione dei tre ospedali colpiti, il Ramazzini di Carpi, il Santa Maria Bianca di Mirandola e, infine, quello di Finale Emilia.

 Nel primo caso l’attività è ripresa al 60%. Tra le ultime novità rilevanti da segnalare il ritorno dell’Ostetricia di Carpi nella sua sede originaria. Al Ramazzini sono già stati riattivati importanti reparti e servizi come la Pediatria, la Cardiologia, il Day hospital oncologico, la Medicina Interna, la Neurologia, la Radioterapia, la Risonanza magnetica e la Tac. Per quanto riguarda il Santa Maria Bianca di Mirandola, invece, la ripresa si assesta al 30%. L’Ausl fa anche sapere che sono già 52 le degenze internistiche che accolgono pazienti delle unità operative di Medicina, Cardiologia e Pneumologia. Nel lato sud del Padiglione Scarlini sono concluse le verifiche necessarie per poter iniziare a programmare il rientro delle attività. L’Ospedale di Finale Emilia solo dalla fine del mese di settembre non è più inserito nella cosiddetta ‘zona rossa’. L’attuale edificio è costituito da tre corpi di fabbrica principali, la cui parte più antica, e anche maggiormente danneggiata, risale al XVII secolo. La porzione più moderna del nosocomio, costruita negli anni ’70, ha invece subito danni più contenuti e potrà essere riaperta solo dopo opportuni lavori.

In questo contesto si inserisce il progetto della ‘Casa della Salute’ che, come previsto dal Pal approvato nel 2011, dovrà accogliere le funzioni sanitarie presenti nel territorio di Finale.

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