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Contributi fino all’80% per le abitazioni danneggiate dal terremoto

Bologna – Il presidente Errani, commissario delegato alla ricostruzione, ha illustrato il provvedimento del Governo che ha ripartito 2,5 miliardi di euro per gli interventi nei territori colpiti dal sisma. Le risorse vanno per il 95% all’ Emilia-Romagna, per il 4% alla Lombardia e per l’1% al Veneto.
Nel provvedimento è prevista la possibilità di assegnare risorse per le abitazioni private fino ad un massimo dell’80% del costo per riparare i danni.  Inoltre sta per essere pubblicato il bando per interventi nelle scuole. In arrivo nelle prossime settimane anche un “piano casa”.

 

“Ora inizia la ricostruzione. Con il provvedimento del Governo possiamo concretamente avviare gli interventi secondo le priorità che abbiamo individuato: le scuole, le imprese, le abitazioni e il patrimonio storico artistico. Il 4 luglio sarà pubblicato il bando per interventi nelle scuole al fine di assicurare il regolare avvio del prossimo scolastico per oltre 16 mila studenti”.

Lo ha detto Vasco Errani, commissario delegato alla ricostruzione e presidente della Regione, illustrando il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri che ha ripartito le risorse, 2,5 miliardi di euro, previste per gli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio scorso.
Con il presidente Errani, il Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile Franco Gabrielli, il sottosegretario alle presidenza della Regione Alfredo Bertelli, e gli assessori regionali Gian Carlo Muzzarelli (Attività produttive), Patrizio Bianchi (Scuola) e Paola Gazzolo (Protezione Civile).

Il Decreto firmato il 3 luglio prevede che le risorse siamo ripartite per il 95% all’ Emilia-Romagna, per il 4% alla Lombardia e per l’1% al Veneto. “Se le risorse non saranno sufficienti, così come è prevedibile, ci batteremo affinché ne venga previsto lo stanziamento di altre”, ha aggiunto Errani. Il provvedimento prevede, tra l’altro, la possibilità di ripartire le risorse per le abitazioni private fino ad un massimo dell’80% del costo per riparare i danni.

Errani ha precisato che nelle “prossime settimane definiremo le modalità e i meccanismi, una volta acquisiti i dati definitivi dei danni, per realizzare una distribuzione equa delle risorse. Al contempo stiamo lavorando per dare una soluzione abitativa a tutti coloro che hanno perso la casa: il nostro principale obiettivo è quello di tenere coesa la comunità”.

Il “Piano casa” e gli interventi per le imprese
Ultimata la definizione dei danni e il censimento degli appartamenti sfitti, sarà possibile programmare prima l’emergenza attraverso l’utilizzo di casette e moduli temporanei, poi gli interventi alle abitazioni danneggiate.
Per quanto riguarda l’utilizzo di appartamenti sfitti, la Regione sta perfezionando accordi con le associazioni dei proprietari immobiliari; garantirà, inoltre, i costi dell’affitto e fornirà le garanzie per il rilascio degli immobili.

Già a partire dalla prossima settimana sarà affrontato con i sindaci il tema di un “piano casa”. Sono oltre 23 mila gli edifici pubblici e privati controllati con sopralluoghi per la valutazione dell’agibilità post-sismica (schede Aedes): di questi il 36% sono risultati inagibili. Tenuto conto che il prossimo 7 luglio è il termine per presentare le domande di sopralluoghi da parte dei cittadini, si stima le verifiche saranno ultimate entro la terza settimana di luglio.

Il Governo nelle prossime settimane provvederà a realizzare un apposito decreto che, come per le abitazioni civili, specificherà gli interventi per le imprese. Con il provvedimento del 3 luglio, comunque, partono anche i mutui delle banche.

La Regione nelle prossime settimane definirà le modalità per l’utilizzo di 50 milioni di euro per sostenere la ricerca delle aziende dell’area colpite dal sisma (previste sempre dal Decreto 74/2012) e l’impiego di 10 milioni di euro all’interno dei Fondi Por-Fesr così come definito con le autorità dell’unione europea, per contribuire immediatamente a sostenere i costi degli spostamenti. A queste risorse si aggiungono 80 milioni dell’Inail per rafforzare e coniugare la sicurezza del lavoro e la sicurezza sismica.

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