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Nasce a Crevalcore un “asilo volante” per 120 bambini

Bologna – Un edificio creato da moduli di art container riciclati con una grande yurta (tenda) al centro. È l’Asilo Volante, il progetto sostenuto da Syusy Blady e Intervita per ridare una scuola materna ai 120 bambini di Palata Pepoli, frazione di Crevalcore colpita dal terremoto dello scorso maggio. “È la prima volta che pianifichiamo un intervento di aiuto a popolazioni in sofferenza in Italia – dice Daniela Bernacchi, direttore generale di Intervita onlus -. Da oltre 10 anni aiutiamo i bambini del Sud del mondo e ci è sembrato imprescindibile dedicare il nostro impegno ai bambini dell’Emilia perchè possano tornare al più presto alla normalità”.

L’obiettivo è riuscire a entrare nelle nuove scuole in tempo per l’inizio dell’anno scolastico 2013-2014. “Stiamo aspettando l’ordinanza per incaricare il progettista, far uscire le gare di appalto e dare il via ai lavori di costruzione – dice Claudio Broglia, sindaco di Crevalcore -. La raccolta fondi sta andando avanti in maniera decisa e, se continuiamo così, ci sono tutte le condizioni per realizzarle con un progetto efficiente e innovativo”.

Volante, efficiente, sicuro, antisismico. La visione iniziale dell’Asilo Volante nasce dall’idea di applicare l’esperienza di Syusy Blady nell’uso della yurta (tenda mongola) e da Antonio Montanari, ideatore di art container, per la costruzione di un asilo. “La yurta è la casa più eco al mondo – spiega Syusy Blady – e non è solo una casa ma uno spazio di incontro, gioco, spettacolo e meditazione che restituisce una dimensione umana e collettiva: a livello pedagogico, poi, la struttura circolare favorisce la creatività nelle attività educative e di aggregazione”. Per il progetto dell’Asilo Volante la yurta è stata adattata al clima italiano e messa a norma dal punto di vista energetico. Efficienza energetica. Emissioni zero. Uso di materiali riciclati. Realizzazione e comfort a secco. Sono queste le caratteristiche del progetto dell’Asilo Volante. A trasformarlo in realtà ci penserà lo staff coordinato da Alessandro Marata, architetto che applica alla progettazione i principi del “green building”. L’intervento prevede una prima fase di inserimento della placca antisismica e una seconda di ricostruzione di una struttura prefabbricata modulare, efficiente ed ecocompatibile. “Il valore innovativo del progetto non sta nelle sue singole caratteristiche tecnologiche e funzionali, ma nell’usarle tutte insieme per ottenere il miglior risultato energetico – dice Marata -. È difficile trovare riunite in un singolo edificio tante azioni positive in quanto a criteri di sostenibilità”.

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