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Crisi idrica in Romagna. Ridracoli al di sotto della soglia di attenzione

Bologna – L’invaso di Ridracoli ha raggiunto oggi un volume pari a 7 milioni e 650 metri cubi, al di sotto della soglia di attenzione fissata dalla Protezione civile a 9 milioni di metri cubi. E’ quanto emerso dal monitoraggio delle fonti di approvvigionamento e dei consumi idrici che la Protezione Civile regionale sta effettuando in accordo con il Tavolo di Coordinamento regionale. L’Agenzia regionale di Protezione Civile ha pertanto inviato oggi una circolare con cui chiede ai Sindaci delle Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini di valutare la necessità di adottare ordinanze per ottimizzare l’uso dell’acqua potabile, sia sul versante delle attività industriali, commerciali e di servizio sia attraverso utilizzi virtuosi e limitazioni, ad esempio, al lavaggio di cortili e piazzali, automobili e all’innaffiatura di giardini, orti e prati.

Il provvedimento rientra nel piano di azioni e interventi di protezione civile approvato lo scorso 5 ottobre dal Tavolo di coordinamento regionale per la crisi idrica (di cui fanno parte, oltre alla Protezione civile, le Direzioni Ambiente e Sanità della Regione, Arpa, le Province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena e Romagna Acque, Hera spa) ed è previsto nell’ambito della dichiarazione di stato di attenzione per le province romagnole emanato il 27 settembre scorso.
In parallelo, proseguono le attività di contenimento graduale dei prelievi dall’invaso di Ridracoli (mediante l’impiego di due potabilizzatori in provincia di Forlì-Cesena e Ravenna); la riduzione delle pressioni nelle reti idriche e il progressivo utilizzo dei campi pozzi della Romagna la cui riserva d’acqua non è stata intaccata dal 2010.
Il Tavolo di coordinamento regionale per la crisi idrica si riunirà il prossimo 26 ottobre per valutare, anche sulle base delle previsioni meteo formulate da Arpa Simc, l’evoluzione della situazione idrica in Romagna e i provvedimenti da adottare.

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