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Firmata oggi a Calendasco l’intesa per rendere agibile il Guado di Sigerico

Bologna – Sarà il “Patto di Sigerico” a far ripartire il Guado dei pellegrini del comune piacentino di Calendasco. È stato siglato questa mattina nella sala del consiglio comunale di Calendasco un accordo tra Regione Emilia-Romagna, Comune, Aipo (Autorità interregionale del fiume Po) e Autorità di Bacino sul piano di interventi da realizzare per riaprire l’attracco del Guado di Sigerico.

“É uno strumento indispensabile per superare i problemi finora riscontrati all’attuale approdo, che rappresenta un punto di rilevanza strategica lungo il percorso piacentino della Via Francigena – ha affermato l’assessore regionale alla Sicurezza territoriale Paola Gazzolo -. La sfida futura, a cui tutti stiamo lavorando, è quella di avere un nuovo e migliore attracco entro l’Expo del 2015: sarà infatti un’occasione internazionale unica per promuovere le bellezze del territorio attraversato dal Po, ricco dal punto di vista naturalistico e testimone di una storia secolare”.
Da due anni il Guado è inutilizzato a causa dell’esteso deposito sabbioso che si è accumulato a monte del fiume, provocato sia dalla scarsa velocità della corrente, sia dai fenomeni di piena che si sono succeduti nel tempo. L’intesa consentirà, in via straordinaria, di asportare fino a 20 mila metri cubi di sabbia all’anno.
Si tratta di uno degli interventi previsti nel Programma operativo che sarà approvato dalla Giunta regionale all’inizio del 2014 e che consentirà di avviare i lavori entro la prossima primavera, stagione più propizia. Il Programma nasce con un duplice obiettivo: valorizzare i piccoli porti turistici fluviali, che costituiscono un tassello importante nelle strategie di rilancio dei territori rivieraschi, e risolvere una serie di criticità presenti lungo l’asta del Po emiliano da Castel San Giovanni a Foce Mincio, tra cui quella del Guado di Sigerico.
Per individuare gli interventi prioritari da realizzare sono stati effettuati numerosi sopralluoghi da parte dei tecnici della Regione e di Aipo. Da queste indagini è emerso che l’attracco inizia ad essere fruibile quando le portate del fiume superano i 1.000 metri cubi al secondo, condizioni tipiche dei fenomeni di piena moderati, ma assenti nei mesi estivi, durante i quali si registra il maggiore transito.
“Quella di oggi è una prima, importante risposta per garantire la vita del Guado ed il passaggio dei pellegrini che, proprio nel 2013, hanno superato complessivamente le tremila presenze da quando è stato attivato il servizio di taxi fluviale – ha spiegato il sindaco di Calendasco, Francesco Zangrandi -. Ringrazio tutti i soggetti che hanno permesso di raggiungere questa soluzione, in particolare la Regione che ha ricoperto un ruolo decisivo di coordinamento fino alla definizione dell’intesa”.
Dal 1998 il Comune di Calendasco ha attivato un servizio di taxi fluviale per consentire il passaggio dei pellegrini provenienti dalla sponda lombarda e diretti a quella emiliana. Il diario del viaggio condotto nel 990 d.C. da Sigerico, arcivescovo di Canterbury – di ritorno da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte di Papa Giovanni XV – identificava nell’area del Guado di Calendasco la presenza del Transitus Padi, punto di approdo delle barche che trasportavano merci e viaggiatori in epoca medievale.
Il diario rappresenta la più autentica testimonianza del tracciato della Francigena e, su quella base, il Consiglio d’Europa nel 1994 ha riconosciuto il percorso ufficiale della Via, estesa 1.800 chilometri.

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