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Liquefazione sisma: varata la cartografia necessaria per accedere ai contributi

Bologna – Sono stati approvati gli elaborati cartografici delle aree interessate da liquefazione del terreno in seguito al sisma del 20 e 29 maggio scorsi. Le carte, del Servizio Geologico sismico e dei suoli della Regione Emilia-Romagna, delimitano le aree in cui si sono manifestati tali gravi effetti, e costituiscono lo strumento necessario per la concessione di contributi a cittadini e imprese. Un atto regionale (Determinazione n° 12418) individua le aree di San Carlo (frazione di Sant’Agostino) e Mirabello con gravi effetti di liquefazione (le carte negli allegati 1, 2 e 3) e fornisce indicazioni sugli interventi di consolidamento del terreno di fondazione da effettuarsi in queste aree individuando le tecniche ritenute più opportune, tenuto conto delle caratteristiche geologiche locali e della tipologia media delle costruzioni (allegato 4).

Questi elaborati rappresentano il supporto conoscitivo necessario per la concessione dei contributi per la riparazione, il ripristino, la ricostruzione di immobili ad uso produttivo (Ordinanza 57 del 12/10/2012) e per l’assegnazione di contributi per la riparazione e il ripristino con miglioramento sismico di edifici e unità immobiliari ad uso abitativo che abbiano subito danni significativi e siano stati dichiarati inagibili (Ordinanza 51 del 12/10/2012).

Il fenomeno della liquefazione
Gli eventi sismici del 20 e del 29 maggio hanno causato vistosi effetti di liquefazione in varie località, localizzate in corrispondenza di canali abbandonati dei fiumi Secchia, Panaro, Reno e Po, in un’area estesa tra il settore occidentale della provincia di Ferrara e l’attuale corso del fiume Secchia. I fenomeni di liquefazione hanno assunto particolare rilevanza nei centri abitati di San Carlo, frazione di Sant’Agostino, e di Mirabello, in provincia di Ferrara, in corrispondenza del paleocanale del Reno.

Per una valutazione approfondita degli effetti della liquefazione e per il ripristino della funzionalità degli edifici, della viabilità e delle reti di servizi temporaneamente inagibili, la Regione Emilia-Romagna e il Dipartimento della Protezione civile hanno istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare costituito da geologi, geotecnici e ingegneri. Sulla base della distribuzione e tipologia degli effetti e delle indagini disponibili, sono state eseguite indagini geotecniche e geofisiche di approfondimento.

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