Close

Nuove scosse di assestamento nel ferrarese. L’assistenza alle popolazioni colpite

Bologna – “Il primo problema è quello di dare assistenza alle popolazioni”. Lo ha detto il presidente della Regione, Vasco Errani, nel corso dei vertici che si stanno svolgendo nei comuni del Modenese e del Ferrarese, le province più colpite dal sisma che alle 4.04 di domenica 20 maggio ha fatto registrare una scossa di magnitudo 6 seguita da uno sciame sismico di assestamento. Al momento sono sette i morti accertati – di cui, nel ferrarese, quattro operai che lavoravano nei turni di notte (tre a Sant’Agostino, e uno a Bondeno) e tre donne – , oltre 50 i feriti e circa 3 mila gli sfollati. Il presidente Errani ha chiesto lo stato di emergenza nazionale che sarà formalizzato, ha annunciato il presidente Monti, nel Consiglio dei ministri di martedì 22 maggio.

 

“Ogni giorno ha un suo problema. Quello quasi esclusivo di oggi è dare assistenza alle popolazioni”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha detto più volte – nel corso degli incontri nei comuni più colpiti, insieme al  prefetto Franco Gabrielli,  all’assessore alla Protezione civile Paola Gazzolo e alle autorità locali per fare il punto sull’emergenza -che “il primo problema che stiamo ponendoci è quello di dare assistenza alle popolazioni”.
‘”Lo stiamo facendo – ha detto ancora Errani – col sistema integrato: dipartimento nazionale, Regione, Comuni. Stiamo facendo il censimento dei danni e non siamo ancora in grado di dare numeri precisi. Il nostro obiettivo non può che essere di garantire che tutte le persone, a cominciare da stasera, abbiano una forma di assistenza. Fatta di tende, laddove le montiamo, degli alberghi e della catena familiare che sta funzionando bene”.

La terra ha tremato ancora in Emilia-Romagna. Dopo quella delle 4,04 di notte, una nuova scossa di 5.1° della scala Richter è stata registrata oggi pomeriggio dopo le 15 a Sant’Agostino, nel ferrarese, uno dei Comuni più colpiti dal sisma. Proprio a Sant’Agostino tre operai sono rimasti uccisi dal crollo dei capannoni in cui stavano lavorando – due alla Sant’Agostino Ceramiche, un altro alla fonderia Tecopress – oltre a una donna ultracentenaria. Le altre tre vittime del terremoto sono un operaio al lavoro in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno (Fe), una signora tedesca di 37 anni che si trovava a Bologna per lavoro e una signora di 86 anni di Vigarano Mainarda (Fe).

“Dal punto di vista sanitario – ha detto ancora il presidente Vasco Errani  – abbiamo messo in sicurezza tutti i pazienti degli ospedali e gli anziani delle residenze laddove sono state lesionate”. Mentre lunedì resteranno chiuse le scuole nei paesi colpiti dal sisma per consentire tutte le verifiche di stabilità.

“Ora c’è la richiesta già attivata dalla Regione – ha aggiunto Errani – dello stato di emergenza nazionale. Ho già discusso con Gabrielli per attivare tutti i meccanismi necessari”.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato che lo stato di emergenza sarà formalizzato nel Consiglio dei Ministri previsto per martedì.

“Stiamo lavorando anche – ha concluso Errani – per aiutare le imprese danneggiate e che non possono riprendere il lavoro. Due le misure: una sulla base del decreto che prevede la sospensione dei pagamenti delle tasse e degli oneri previdenziali. L’altra, attraverso la Regione, per gli ammortizzatori e la cassa integrazione in deroga”.

Al momento si stima che siano circa 3 mila gli sfollati nelle province colpite dal sisma. Lo ha detto Demetrio Egidi, direttore regionale della Protezione civile, anche dopo l’intervento di Gabrielli .
La Protezione civile regionale sta allestendo nel campo sportivo di Finale Emilia una colonna mobile con 2.000 posti letto garantiti e i servizi di cucina e igienici. Egidi ha spiegato che è in arrivo anche una colonna mobile dalle Marche con due moduli da 150 posti letto cadauno e relative cucine.

Altre colonne arriveranno da Toscana, Umbria e dalla provincia di Trento. Pronti ad intervenire Lombardia, Basilicata, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Abruzzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *