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Paola Gazzolo e Alessandro Ghisoni (Pd) in visita a Coopworking, prima esperienza piacentina di coworking: “Qui lavorano gli artigiani del futuro, un modello anche per evitare lo spopolamento dell’Appennino”

 

“L’innovazione e la creatività giovanili qui sono di casa: Coopworking di Piacenza, il primo esperimento di coworking attivato un anno fa nella nostra città, è un esempio e un modello che parla di futuro. Questi ragazzi sono artigiani del domani e la loro esperienza è un modello per chi crede, come noi, che il lavoro debba essere al centro delle politiche della Regione nei prossimi anni”.

Con queste parole Paola Gazzolo e Alessandro Ghisoni, candidati del Pd alle elezioni regionali del 23 novembre, commentano la visita compiuta alla sede della cooperativa nata da un gruppo di ventenni e trentenni che, in epoca di crisi, hanno pensato di condividere gli spazi di lavoro per abbattere i costi di gestione delle loro attività. “Non si tratta solo di una questione di minori spese”, ha spiegato Daniele Sarselli, tra i fondatori dell’attività. 

 

“Il nostro obiettivo è anche quello di mettere fianco a fianco professionisti capaci di collaborare insieme per creare progetti innovativi che si distinguono da quelli offerti sul mercato tradizionale: da noi operano ragazze e ragazzi esperti in campi molto diversi, dalla grafica alla comunicazione, dalla fotografia alla logistica all’energia”.

Tra le richieste formulate dai giovani ai due candidati democratici, spicca innanzitutto il tema della riduzione della burocrazia e di un maggiore accesso alle informazioni sulle opportunità e sugli incentivi offerti ai ragazzi che intendono fare impresa.

“Visitare la sede di Coopworking ci aiuta a completare la mappa delle esperienze di valore presenti sul territorio piacentino per farne occasione di costruzione di cambiamento su scala regionale”, hanno affermato Gazzolo e Ghisoni. “Il coworking e il lavoro 2.0 sono nuove forme di occupazione fondamentali anche per dare un futuro all’Appennino: un progetto sta nascendo a Farini ed è giusto che la Regione si impegni per essere al fianco di chi intende intraprendere questi percorsi innovativi per mantenere la vita delle collettività in montagna. Il lavoro è fondamentale nel programma di Stefano Bonaccini e tutte le decisioni in questo campo saranno assunte, nei prossimi anni, con il metodo del confronto e della concertazione con le forze economiche e sindacali. Un metodo che da sempre contraddistingue l’Emilia-Romagna e che è condizione per costruire insieme le scelte più efficaci”.

 

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