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In due mesi coinvolti oltre 8000 operatori di polizia locale

Bologna – In poco più di due mesi, dal 20 maggio scorso ad oggi, nelle province di Modena, Ferrara e Bologna sono stati impegnati, oltre agli operatori dei Comandi colpiti dal terremoto, 8.188 operatori delle polizie locali, dei quali 3.608 provenienti da tutta la regione Emilia-Romagna e 4.580 dal resto del Paese. Operatori che hanno lavorato in costante raccordo con il Servizio sicurezza e polizia locale della Regione.

“Numeri importanti – sottolinea Angelo Rughetti, segretario generale Anci e direttore dell’ufficio di coordinamento del comitato istituzionale del commissario per la ricostruzione – che ci rendono orgogliosi del lavoro svolto, dell’organizzazione e della dedizione e professionalità dei singoli operatori intervenuti, ai quali va il nostro ringraziamento. Un ringraziamento che è doveroso allargare a tutti i Comuni che hanno supportato l’attività fin qui svolta nell’azione post-terremoto. Senza di loro (personale e amministrazioni locali) non sarebbe stato possibile svolgere tutte le attività utili per la ricostruzione, che sono state fin qui portate avanti con successo. L’auspicio è che queste presenze qualificate possano continuare a garantire il loro sostegno. Le strutture operative, i territori e le popolazioni colpite dal terremoto hanno, infatti, ancora bisogno di loro”.

“Si tratta di un lavoro molto rilevante, di un impegno costante per stare vicino a persone molto colpite e che hanno bisogno di avere un senso di sicurezza”, aggiunge Simonetta Saliera vicepresidente e assessore alle Politiche della Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. “Nelle zone colpite, per esempio, vi era il timore che potessero circolassero falsi tecnici comunali o che vi fossero impostori camuffati da notificatori di atti che, con la scusa di consegnare documenti, ne approfittassero per fare razzia: gli agenti – conclude Saliera – hanno supportato il personale dei comuni per agevolare e dare maggior autorevolezza al loro agire”.

In particolare gli agenti delle polizie municipali sono stati impegnati in attività antisciaccallaggio, di controllo degli edifici rimasti vuoti dopo il sisma, nell’accompagnamento dei tecnici impegnati negli accertamenti, nel presidio dei centri accoglienza e più in generale di tutto il territorio per dare un senso di sicurezza alla popolazione dei Comuni colpiti dal territorio.

Le diverse disponibilità sono state coordinate sul posto, di volta in volta, dai comandi delle città capoluogo delle province di Modena, Bologna, Reggio Emilia e Ferrara che hanno affiancato le polizie municipali dei comuni colpiti, spesso rimaste prive di uffici e sedi perché danneggiati, dislocando i diversi contingenti sul territorio sulla base delle disponibilità coordinate della Regione Emilia-Romagna.

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