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Profughi del Nord Africa, dal 1 gennaio l’assistenza ai migranti passa dalla protezione civile alle prefetture

20/12/2012 17:07
Bologna – Avrà termine il prossimo 31 dicembre l’emergenza umanitaria per i profughi del Nord Africa, che da marzo 2011 ha coinvolto anche l’Emilia-Romagna insieme ad altre Regioni. Come stabilito dal decreto 95 del luglio 2012, sta per terminare il compito affidato alla Protezione civile, nazionale e regionale, individuata come soggetto attuatore nazionale per gestire l’emergenza. Dal 1° gennaio 2013 la competenza dovrà passare al Ministero dell’Interno e alle Prefetture ma, in attesa dell’ordinanza che sancirà formalmente questo passaggio, il Ministero ha comunque assicurato a Regioni ed Enti locali nell’ambito del Tavolo nazionale ENA la messa a disposizione delle risorse finanziarie necessarie per proseguire per almeno i primi due mesi del 2013 le attività di accoglienza e di assistenza dei migranti ancora ospiti delle strutture del circuito emergenziale, gestite direttamente dalle prefetture.

Per valutare la situazione la Regione ha convocato questo pomeriggio a Bologna la cabina di regia sull’emergenza dei profughi del Nord Africa, con i rappresentanti dei Comuni, delle Province e della Protezione civile che si sono occupati in questi mesi dell’accoglienza. Nel corso dell’incontro è stata ricevuta una delegazione di migranti che ha presentato un documento con una richiesta di interventi puntuali.

“La cabina di regia si è impegnata a valutare i temi proposti e a risolvere le questioni di propria competenza – ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi – Il nostro impegno continuerà, a sostegno delle attività in capo alle Prefetture”.

Monitoraggio regionale Emergenza Nord Africa
In Emilia-Romagna, da aprile 2011 ad ottobre 2011 sono state accolte circa 1.700 persone alcune delle quali hanno lasciato volontariamente le strutture. Attualmente sono 1.416 le persone presenti in 146 comuni del nostro territorio, a cui si devono aggiungere 81 persone provenienti dalla Tunisia.
I dati provengono dal monitoraggio regionale Emergenza Nord Africa (Ena), realizzato dal Servizio Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale  della Regione Emilia-Romagna raccogliendo i dati presso i referenti provinciali per l’Ena.
Come a livello nazionale così in Emilia-Romagna la gestione dell’Emergenza Nord Africa è stata gestita dalla Protezione Civile che, con l’avvio di una cabina di regia appositamente dedicata, ha portato avanti l’intervento in strettissima collaborazione con gli Enti Locali del nostro territorio.

Sono 1.416 le persone richiedenti asilo o rifugiati attualmente ospitate in Emilia-Romagna, 971 titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo e altre che hanno ottenuto una forma di protezione, internazionale o umanitaria.
La maggior parte delle persone accolte si trova ancora in una situazione instabile dal punto di vista dello status giuridico, in maggioranza si trovano ancora nella condizione di richiedenti asilo: o devono ancora essere ascoltati dalla Commissione territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale – Sezione distaccata di Bologna – o sono in attesa della notifica dell’esito dell’audizione oppure hanno ricevuto un diniego e hanno presentato ricorso.
I dinieghi alla domanda di protezione internazionale sono stati 232. Tuttavia, sommando le persone a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato (29), a quelle a cui è stata riconosciuta la protezione sussidiaria (141) e i casi di concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari (152) si arriva a un totale di 322 persone attualmente ospitate in Ena in possesso di una forma di protezione. Quella “umanitaria” è la forma di protezione concessa in maniera più frequente.
Delle persone che in prima istanza hanno ricevuto un diniego alla richiesta, 200 ha presentato ricorso. La richiesta di rimpatrio è invece stata presentata solo in quattro casi.
La grande maggioranza delle persone (1.248) risulta non occupata, 47 sono gli assunti. In gran parte i profughi risultano iscritti al Servizio sanitario nazionale (1.354 su 1.416).

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