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Profughi, l’assessore Gazzolo incontra un gruppo di giovani originari della Tunisia

Bologna – “Provvederemo in pochi giorni a far sì che chi non è ancora inserito nel canale ordinario di accoglienza, perché arrivato sul territorio regionale autonomamente, venga registrato e accolto. Continuiamo a lavorare, giorno dopo giorno, con il Dipartimento nazionale di Protezione civile e con gli enti locali, per dare risposte adeguate ai nuovi arrivi”. Queste le parole dell’assessore alla Protezione civile Paola Gazzolo che ha incontrato oggi, insieme al direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile Demetrio Egidi, un gruppo di giovani originari della Tunisia, titolari del permesso temporaneo previsto dall’articolo 20 del testo unico sull’immigrazione, accompagnati da alcuni rappresentanti del Tpo, dove da tempo è attivo uno sportello migranti.

Il gruppo ha parlato a lungo con l’assessore denunciando la condizione di criticità di chi – arrivato autonomamente – non ha ancora un posto dove dormire e di chi, pur avendo un letto, vive comunque situazioni di difficoltà e precarietà.
“La Regione sta facendo accoglienza all’interno di un piano nazionale, condiviso con il governo – ha ricordato l’assessore – . Un piano in cui tutte le Regioni, e i relativi terrori, operano secondo regole precise proprio per garantire la qualità dell’accoglienza. Finora – ha aggiunto l’assessore – abbiamo ospitato attraverso Comuni e Province tutte le persone che ci sono state assegnate dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, predisponendo per loro cibo, alloggio, mediazione culturale, screening e assistenza sanitaria. Stiamo avviano un monitoraggio anche delle persone che sono arrivate qui per conto proprio: il nostro impegno è accogliere tutti, ma sempre all’interno del piano nazionale”.
L’assessore ha assicurato l’intenzione di approfondire le situazioni di criticità e far sì che chi non è ancora registrato venga ospitato: “Se ci saranno posti disponibili a Bologna – ha spiegato – verranno accolti in città, oppure inviati in altre città dell’Emilia-Romagna, o in altre regioni. I bisogni sono tanti, ne siamo pienamente consapevoli, ed è importante rispondere non solo all’emergenza ma pensare anche al futuro di queste persone, in base alle scelte che faranno”.

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