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Funziona il Piano della Regione di accoglienza ai profughi

Bologna – Funziona il piano di accoglienza. E’ quanto è emerso nel corso della riunione della cabina di regia per l’emergenza profughi, riunita oggi nella sede della Regione Emilia-Romagna,  durante la quale è emersa  una tenuta sostanziale del sistema attuato nel territorio riguardo all’arrivo dei migranti, grazie anche al lavoro straordinario di funzionari di Comuni e Province, affiancato a quello dei volontari della Protezione civile. Il modello scelto dall’Emilia-Romagna prevede un’accoglienza territorialmente decentrata e una sistemazione in piccole strutture o appartamenti. 90 le strutture utilizzate finora, di cui la metà appartamenti e 40 i contratti di affitto già siglati, per un totale di 688 persone attualmente sul nostro territorio ( comprese le 40 annunciate ieri). Una cifra non ancora definitiva, che potrà crescere anche per la nostra regione in relazione agli sbarchi annunciati in queste ore. Si tratta di un modello a cui guardano molte Regioni, anche se non mancano le criticità,  segnalate dai rappresentanti di Province e Comuni:  dalla mancanza di documenti dei migranti, all’ampia  mole di lavoro  per i funzionari pubblici, fino alla difficoltà di rientrare nelle spese previste di 40 euro al giorno per persona.

“Siamo in una emergenza – ha sottolineto il sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli – e quindi è difficile pensare che tutto vada alla perfezione e che non ci siano problemi da affrontare ” – . “E’ importante  continuare a collaborare tutti insieme, e uno scambio continuo di informazioni soprattutto con le Prefetture e le Questure,  in modo che tutti siano nelle condizioni di fare bene la propria parte”.
“Verranno fornite anche circolari e informazioni più dettagliate dal punto di vista tecnico – ha sottolineato l’assessore alla protezione civile Paola Gazzolo – per supportare Comune e Province nel loro lavoro di accoglienza”. Mentre per quanto riguarda il Piano di degli interventi di accoglienza dei richiedenti asilo, l’assessore Teresa Marzocchi ha avanzato una proposta che garantisce un trattamento analogo a quello riservato dal Ministero dell’Interno ai soggetti ospitati nei Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) tenendo conto però delle diverse caratteristiche di ospitalità dei centri regionali,  in cui le persone avranno una permanenza superiore a sei mesi (tempo di attesa dell’esito della richiesta di asilo e successivo tempo per definire un progetto di uscita).
Gli interventi minimi previsti nei CARA dalle strutture che accolgono i richiedenti protezione internazionale sono: vitto e alloggio, vestiario e igiene personale, orientamento, informazione legale e assistenza nella procedura per la richiesta di protezione internazionale tramite operatori competenti in materia, mediazione linguistica culturale, orientamento e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari, accompagnamento all’iscrizione scolastica per minori e accessibilità a percorsi per l’insegnamento della lingua italiana.
“E’ importante – ha sottolineato l’assessore Marzocchi – orientare i  giovani migranti verso attività di tirocini formativi e di orientamento, per una maggiore integrazione sociale”. “Per questo- ha concluso si propone l’attivazione di un Patto di accoglienza nella quale il soggetto gestore si impegna a garantire l’accoglienza e una serie di servizi e il beneficiario ad una permanenza attiva e partecipativa, compresa la proposta di integrazione nel volontariato”.
L’Agenzia regionale di Protezione civile, in stretto raccordo con la cabina di regia e con le Prefetture, gli enti locali, la Caritas e gli enti diocesani dell’Emilia-Romagna, continuerà a seguire l’organizzazione di tutti gli aspetti dell’accoglienza: dal trasferimento dai porti di sbarco al centro logistico regionale di Protezione civile a Bologna, alla prima assistenza – con l’aiuto degli intermediatori culturali – allo spostamento verso le province di assegnazione.

 

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