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Terremoto, in Assemblea Legislativa il punto sulla ricostruzione

Bologna – “La casa, le imprese, le scuole, la trasparenza, la ricostruzione delle comunità sono le priorità della nostra azione”. Lo ha detto il Commissario per la ricostruzione e presidente della Regione, Vasco Errani nel corso della seduta straordinaria dell’Assemblea legislativa che si è tenuta il 14 agosto 2012 per fare il punto sulla ricostruzione nelle zone dell’Emilia colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio scorsi. “Entro l’autunno – ha proseguito Errani – saranno chiusi tutti i campi e la sarà garantita la regolare riapertura dell’anno scolastico”.

 

“Abbiamo scelto di attivare da subito il comitato istituzionale e di lavorare con i territori colpiti e con i sindaci che li rappresentano. Una decisione che ha permesso di coinvolgere da subito le comunità colpite e di scegliere con loro la strada più efficace per ricostruire e ripartire. Anche grazie a questo, entro l’autunno saranno chiusi tutti i campi di accoglienza e sarà garantita la regolare apertura dell’anno scolastico”.

E’ uno dei passaggi dell’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, nel corso della seduta straordinaria dell’Assemblea legislativa convocata a Bologna e dedicata ai terremoti del 20 e 29 maggio, agli interventi fin qui realizzati e a quelli previsti per i prossimi mesi.

Case, imprese, scuole, tutela e ricostruzione delle comunità, trasparenza, miglioramento del territorio e gestione efficace delle risorse le priorità indicate dal presidente Errani.

In apertura dell’Assemblea, dopo un’introduzione del sottosegretario alla presidenza, Alfredo Bertelli, che ha delineato il metodo di lavoro adottato, richiamato i principali atti compiuti descrivendo il programma di lavoro per i prossimi mesi, gli assessori Muzzarelli, Lusenti, Bianchi e Gazzolo hanno esposto la situazione per i rispettivi ambiti di competenza.

 

Imprese
Gli eventi sismici del maggio 2012 hanno colpito una popolazione di 767.483 abitanti; con 65.788 aziende presenti, in una zona che produce l’1,8% del Pil nazionale. I danni stimati per l’economia sono di 3,2 miliardi per gli edifici civili e di 5 miliardi per l’industria, agricoltura e servizi.

Si punta alla semplificazione, alla ricostruzione, alla competitività. Il fondo di 6 miliardi di euro, inserito nel Decreto Legge 95 di revisione della spesa pubblica e convertito in legge lo scorso 7 agosto, copre il riconoscimento a carico dello Stato del contributo all’80% dei costi di riparazione e ricostruzione degli immobili e dei macchinari.

I 100 milioni di euro in conto interesse e il Fri (Fondo rotativo per l’innovazione) consentono di agevolare il credito per il ripristino o rinnovo di macchinari e scorte, e dei prodotti, con un tasso di interesse pari all’euribor a sei mesi.

La Banca d’Italia, ha inoltre autorizzato le banche a mantenere alle imprese il rating precedente all’evento sismico (almeno fino a novembre). Per il ripristino dei macchinari il DL 83 (sviluppo) prevede anche il ricorso al credito d’imposta per il prossimo triennio. Una quota di 82 milioni di euro del fondo nazionale Inail è stato destinato al miglioramento della sicurezza del lavoro e sismica delle imprese della zona.

Dieci milioni dei Fondi europei Por Fesr Emilia-Romagna sono stati destinati a contributi per la delocalizzazione temporanea delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato. E’ stata inoltre introdotta una norma che impegna la Pubblica Amministrazione a pagare le forniture di beni e servizi alle imprese della zona entro 60 giorni, senza oneri aggiuntivi per lo Stato. La Regione Emilia-Romagna ha destinato a tale obiettivo 150 milioni di euro di anticipazioni di cassa.

 

Agricoltura
La dotazione del Programma di sviluppo rurale a favore dell’Emilia-Romagna è stata potenziata di circa 135 milioni euro grazie alla solidarietà delle altre Regioni. Con queste risorse saranno indennizzate le imprese agricole ed agroalimentari per i danni riguardanti le macchine, le attrezzature, gli impianti e le scorte vive e morte.

Il bando verrà pubblicato a settembre.

La parte dei danni riguardante gli edifici produttivi agricoli verrà invece indennizzata con il fondo dei 6 miliardi di euro. Successivamente, sempre a favore delle stesse aziende, saranno resi disponibili interventi specifici per la ripresa della competitività.

Per quanto riguarda la perdita di valore dei prodotti agricoli il loro indennizzo sarà a carico del fondo per la ricostruzione. Infine un importante sostegno finanziario agli agricoltori dei territori colpiti dai terremoti di maggio, è stato ottenuto con il pagamento dell’anticipo della Pac 2012 effettuato da Agrea – Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura dell’Emilia-Romagna. Da ultimo, sono stati adottati provvedimenti regionali di differimento di termini per la realizzazione di investimenti da parte di aziende agricole e agroindustriali, tali da consentire tempi adeguati al raggiungimento degli obiettivi. Per non perdere terreno sul versante dell’innovazione e della competitività, il DL 83 ha previsto un credito d’imposta per l’assunzione di figure professionali di alto profilo e il DL 74 ha istituito un fondo di 50 milioni di euro per la ricerca, per le filiere produttive dell’area colpita dal sisma.

Turismo
La Regione, l’Apt ed il dipartimento del turismo nazionale hanno svolto una capillare informazione sui mercati esteri. Nelle prossime settimane sono previste azioni di promozione mirate ai territori di Modena, Bologna, Ferrara e le altre città d’arte. A queste iniziative si aggiungerà una ulteriore attività per accrescere la domanda nazionale ed internazionale verso le città di Modena, Bologna, Ferrara e le altre città d’arte.

Lavoro e gli ammortizzatori sociali
La Regione ha sottoscritto un protocollo con le parti sociali per semplificare e accelerare l’accesso alle misure di sostegno al reddito (Cig) ordinarie, straordinarie e in deroga. Sono stati stanziati 70 milioni di euro per garantire gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori subordinati e per un aiuto una tantum ai lavoratori autonomi.

Casa
Sono stati effettuati 37.000 sopralluoghi su altrettanti edifici. 30 mila unità immobiliari sono state classificate nelle categorie di danno B, C, D, E, F; 11.500 in B, 2.800 in C; 13.000 in E; 2.500 in F. Le D sono un numero poco significativo. Il quadro finanziario per la ricostruzione è ormai compiuto, mentre quello normativo dovrà essere completato dall’Assemblea legislativa.

Il fondo di sei miliardi inserito nella legge sulla revisione della spesa è in grado di coprire il contributo fino all’80% dei costi di riparazione e ricostruzione e miglioramento sismico previsto dal Dpcm del 4 luglio 2012.

Il cittadino potrà così recarsi presso la banca di sua scelta, purché sia firmataria del protocollo con la Cassa depositi e prestiti, e farsi aprire un conto dedicato al pagamento dei lavori (assicurando così azioni “in bianco” e controllabili). Per agevolare le famiglie e anticipare gli interventi, la Regione ha siglato un altro protocollo con il sistema bancario, nel quale è fissato il tasso di interesse per l’eventuale anticipazione di qualche mese del contributo a fondo perduto e sono indicati tassi di riferimento degli eventuali mutui a carico delle famiglie.

Sul piano regionale è stato deciso di far scorrere la graduatoria dei 60 milioni di contributi per l’edilizia sociale residenziale e di integrare le risorse. Il piano casa per le giovani coppie è stato adeguato portando il contributo per le aree colpite ad una base di 30 mila euro, più 2 mila euro per un figlio, più 3 mila per la classe energetica superiore.

E’ in discussione con Inail l’eventualità di un investimento da parte loro in Ers nei comuni colpiti dal sisma.

Viabilità
Si sta lavorando ad un provvedimento legislativo regionale specifico per la ricostruzione nei centri storici e nel territorio rurale. E’ stato inoltre approvato dalla Giunta il nuovo prezziario regionale (fondamentale riferimento per la predisposizione di tutte le pratiche dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni) e definite le linee guida tecniche della ricostruzione.

Sette gli strumenti adottati: due ordinanze firmate oggi per il contributo di autonoma sistemazione e per gli alloggi agibili sfitti; il rafforzamento antisismico locale degli alloggi classificati B e C dalle schede Aedes e delle cosiddette E leggere; l’agevolazione del rimpatrio degli stranieri con i fondi della Protezione civile; i moduli abitativi temporanei e rimovibili; la collocazione dei moduli temporanei in loco per gli imprenditori agricoli e il recupero degli alloggi Acer colpiti appartenenti a tutte le classificazioni (si tratta di 509 alloggi). La governance è lo snodo decisivo di questa fase. Per questo si prevede l’assunzione di 170 unità di personale a termine nelle Unioni dei Comuni.

Legalità e trasparenza
Molta attenzione è attribuita a legalità e trasparenza con controlli antimafia. Tre i punti chiave per gli appalti: no al massimo ribasso, sì al certificato antimafia anche nei cantieri privati e sì alla white list delle imprese di competenza delle Prefetture.

Venerdì 17 il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri sarà a Bologna e a San Felice sul Panaro per illustrare insieme al commissario Errani un progetto contro le infiltrazioni mafiose.

 

Salute
Il sisma che ha colpito la Regione Emilia-Romagna dal punto di vista socio-sanitario ha coinvolto 8 distretti, per complessive 640 mila persone residenti. Nella primissima fase, il sistema di emergenza-urgenza è stato gestito dalla Regione Emilia-Romagna, insieme ai Vigili del Fuoco. Successivamente, l’autosufficienza del sistema sanitario regionale ha consentito l’affidamento alla Regione del coordinamento dell’assistenza sanitaria nell’ambito della Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C.), che a fine luglio ha trasferito le funzioni al Commissario Vasco Errani e, in particolare, all’Agenzia regionale di protezione civile.

Oltre all’attività classica di assistenza sanitaria alla popolazione nelle strutture rimaste agibili e in quelle appositamente allestite, va segnalato il lavoro relativo alla gestione dell’ondata di calore nei campi, tutti dotati di sistemi di climatizzazione e di teli ombreggianti.

Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, sono stati 619 i pazienti evacuati dagli ospedali della regione Emilia-Romagna, danneggiati dal sisma, verso altri ospedali della stessa provincia, e solo in misura marginale verso le province limitrofe di Reggio e Bologna. In particolare sono stati evacuati gli ospedali di Mirandola, Carpi e Finale Emilia (Modena), e Bondeno (Ferrara).

Complessivamente nella provincia di Modena sono stati chiusi poco più di 700 letti, mentre in quella di Ferrara le chiusure sono state limitate al solo ospedale di Bondeno (53 posti letto). In breve tempo le restanti strutture, assieme al pronto allestimento dei Punti medici avanzati in prossimità degli ospedali evacuati, hanno garantito l’assistenza essenziale smistando i pazienti negli ospedali più idonei. La chiusura effettiva è stata perciò di circa 550 posti letto. L’attività sta progressivamente riprendendo in tutti gli ospedali coinvolti ed entro la fine di ottobre saranno ripristinati gradualmente 230 posti letto degli Ospedali di Carpi e Mirandola.

Da segnalare la continuità garantita alle attività di dialisi anche nella fase più acuta dell’emergenza e nonostante il sisma abbia colpito il distretto bio-medicale di Mirandola, che produce e distribuisce le macchine e i materiali di consumo per dialisi. Questo grazie alla collaborazione delle aziende sanitarie regionali, che hanno attinto alle proprie scorte rifornendo le aree colpite.

La maggior parte dei medici di medicina generale e i pediatri che hanno avuto gli ambulatori danneggiati e inagibili, hanno fatto ricorso a soluzioni alternative: in tende o contaneir nei campi attrezzati, presso gli ambulatori di colleghi, utilizzando l’area vicina agli studi inagibili.

Sono invece 420 le persone anziani, disabili o non autosufficienti trasferiti dalle strutture di assistenza presso altre strutture della regione.

Per quanto riguarda invece anziani e disabili assistiti a domicilio, sono circa 1.700 le persone monitorate costantemente per attivare, in caso di bisogno, il trasferimento temporaneo presso le strutture protette o in albergo.

 

Assistenza alla popolazione
A poco più di due mesi e mezzo di distanza dal sisma, le persone ancora assistite sono 6.319: di cui 4.287 ospitate in 27 campi di tende; 179 in 4 strutture coperte; 1.853 in 271 alberghi.

Il calo quotidiano degli accolti – rispetto al picco dell’8 giugno di 14.804 – si attesta sul 57,30%. L’obiettivo è quello di chiudere i campi entro la fine di settembre.

Le verifiche effettuate dai Vigili del Fuoco hanno riguardato circa 57.000 edifici. In particolare in tempi da record si sono conclusi 38.734 sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica con compilazione di schede Aedes già informatizzate.

Queste valutazioni hanno stimato complessivamente 13.963 edifici agibili tra abitazioni private, scuole, attività produttive, commerciali e dei servizi (36,1% del totale) a fronte dei 13.698 inagibili (35,4%). Ad essi si aggiungono 10.662 parzialmente o temporaneamente inagibili (27,5%).

Per le sole abitazioni sono state completate schede Aedes relative a 64.680 alloggi: 7.684 in provincia di Bologna, 14.597 in provincia di Ferrara; 39.184 in provincia di Modena, 3.215 in provincia di Reggio Emilia. Abitazioni occupate complessivamente da 150.119 persone, delle quali 40.333 evacuate (26,9%). Dalle schede Aedes risultano attualmente inagibili 13.665 unità immobiliari (21%) a cui si sommano le 18.984 parzialmente e temporaneamente inagibili (29%). 32.031 sono invece quelle agibili (49%).

Per quanto riguarda gli interventi provvisionali per la progressiva riduzione delle zone rosse dei centri storici, la riapertura della viabilità e l’eliminazione degli elementi di rischio esterno che impediscono il rientro nelle abitazioni agibili, la Dicomac ne ha autorizzati circa 160. A questi si aggiungono gli 88 disposti con l’ordinanza n. 18 del Commissario straordinario per una spesa complessiva di 1.708.593,51 milioni di euro. Ancora in corso è l’istruttoria relativa a 240 ulteriori istanze: entro la fine della prossima settimana verrà emanata una nuova ordinanza che darà il via libera ad oltre 150 interventi e, amplierà i criteri per la valutazione di ammissibilità delle opere provvisionali.

Un’azione di messa in sicurezza che si è estesa – con l’ordinanza n. 20 del 7 agosto – anche alle opere idrauliche danneggiate dal sisma: sono previsti 47 interventi per oltre 8 milioni di euro. In due settimane il Commissario Errani autorizzerà oltre 240 interventi. Gli atti citati rappresentano il risultato del passaggio di testimone tra la Dicomac e l’Agenzia regionale di protezione civile che, a partire dallo scorso 2 agosto, ha assunto le funzioni fino ad allora svolte dalla Direzione. Un momento di transizione che il Commissario ha inteso governare all’insegna della continuità e alla rapidità dei tempi.

 

Scuole
Le risorse necessarie per attivare il programma straordinario per le scuole a seguito dell’evento sismico del maggio 2012, ammontano a oltre 166 milioni di euro. L’intervento ha l’obiettivo di rendere funzionali gli edifici scolastici per consentire la tempestiva ripresa dell’attività scolastica per l’anno 2012/2013.

Dalle verifiche effettuate dalla Regione Emilia-Romagna sugli edifici scolastici (e ancora in corso di completamento), risulta (al 23 luglio 2012) che sono state controllate 764 scuole, 692 di proprietà pubblica e 72 di proprietà privata, che ospitano circa 70.000 studenti.

Dalle verifiche è emerso che gli edifici scolastici inagibili sono: 133 di proprietà pubblica e 7 di proprietà privata, mentre 21 edifici scolastici pubblici e 2 privati sono inagibili ma per cause esterne. Si prevede quindi la costruzione di soluzioni alternative per le scuole gravemente danneggiate e che non sono riparabili in tempi brevi (anno scolastico 2013-2014).

A questo proposito sono previsti interventi, eseguiti direttamente dalla struttura del Commissario Delegato, per una somma stimata in 79.420.000 euro per la costruzione di 28 edifici scolastici temporanei (56.420.000 euro), per l’affitto di prefabbricati modulari per 30 edifici scolastici (21.500.000 euro) e per la costruzione di palestre temporanee (1.500.000 euro).

Sono stati inoltre previsti contributi per una somma di 81.250.000 euro a Comuni e Province e di 5.850.000 euro a soggetti privati per le scuole paritarie, per la riparazione immediata degli edifici scolastici giudicati agibili ma che necessitano di interventi di ripristino e rafforzamento. Inoltre si sta provvedendo a mettere in sicurezza gli immobili pericolanti che determinano l’inagibilità per gli edifici scolastici.

Con il Ministero all’istruzione e l’Ufficio scolastico regionale sono in corso le verifiche per quanto riguarda la necessità di organici aggiuntivi e per le dotazioni di nuove tecnologie didattiche. Il Ministero destinerà con priorità alle scuole colpite dagli eventi sismici le risorse nazionali, circa 2 milioni e 400 mila euro, previste in uno specifico accordo per la tecnologia didattica nella scuola. La Regione cofinanzierà l’intervento con circa 800 mila euro nell’ambito della rete regionale.

E’ stato predisposto un fondo, con un primo finanziamento pari a 320 mila euro, a sostegno delle attività didattiche degli istituti superiori, mentre l’Ufficio scolastico predisporrà un analogo intervento per le scuole dell’obbligo.

 

Sociale e volontariato
Sono state messe in campo attività di ascolto e di mediazione sociale per garantire un regolare svolgersi della quotidianità soprattutto in campi e strutture di accoglienza, a fronte di convivenze forzate e presenza massiccia di cittadini stranieri (al 7 agosto ancora 3055).

Inoltre si è predisposta la sistemazione appropriata delle persone più fragili, in particolare gli anziani soli e disabili. In merito al volontariato si è provveduto a concentrare la raccolta di disponibilità di volontariato, a unificare l’accesso e a sottoscrivere una polizza assicurativa unica per la tutela integrativa o totale dei volontari.

Con l’Agenzia regionale di protezione civile e Anci ci si è accordati sulle modalità e possibilità di utilizzo di disponibilità professionali e di volontariato in particolare figure di assistente sociale e mediatore culturale per le zone colpite dal terremoto.

E’ stata anche attivata una collaborazione diretta con l’Ordine degli assistenti sociali (Oaser) che ha portato nei territorio colpiti dal sisma 55 assistenti sociali e 7 mediatori culturali. Sono state coinvolti nelle attività di volontariato anche i detenuti, per ora una trentina, come proposto dal ministro Severino.

In collaborazione con la Provincia di Modena si è aperta una “banca dati – lista comune” per la raccolta e gestione delle offerte di vacanze, opportunità o donazioni a favore delle popolazioni ed in particolare per i minori. Vista l’alta percentuale di persone straniere accolte nei campi si sono elaborate proposte rispettose della convivenza e compatibili con le esigenze religiose.

E’ stato inoltre avviato un bando straordinario di servizio civile dedicato alle aree terremotate e un tavolo di lavoro per “la ricostruzione del sistema sociale” e di strutture e servizi. In merito ai Servizi per la prima infanzia, in collaborazione con Assessorato alla Scuola, è stata fatta una ricognizione dello stato dei servizi pubblici e privati per il recupero delle strutture e il riavvio dell’anno scolastico.

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