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Il premier Mario Monti nei territori colpiti

Bologna – Il premier Monti ha terminato la visita dei territori colpiti dal sisma. Nel pomeriggio sarà a Roma per il Consiglio dei ministri che delibererà un decreto di emergenza. Tra domenica 20 e lunedì 21 maggio le strutture di prima assistenza della Protezione civile regionale hanno accolto 4.914 persone, ma altri campi in fase di allestimento daranno riparo ad ulteriori 1.310 persone. Sono all’opera 731 volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna e circa 300 provenienti da altre Regioni. “Ora si accelerino le verifiche sulla stabilità delle abitazioni e delle scuole”, ha detto il presidente Errani. In provincia di Modena è stato evacuato l’ospedale Finale Emilia, mentre è di nuovo agibile quello di Mirandola. Attivate due strutture sanitarie da campo; a Ferrara chiusa oncologia e un piano del servizio psichiatrico del S. Anna.

E’ appena terminata la visita del presidente del Consiglio Mario Monti ai territori delle province di Ferrara e di Modena colpiti dal terremoto. Accompagnato dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli, dal governatore Vasco Errani e dai rappresentanti delle istituzioni locali, Monti dopo avere visitato questa mattina alle 8.30 la ferrarese Sant’Agostino, ha da poco lasciato il campo Robinson di Finale Emilia, nel modenese, dove la Protezione civile ha allestito un campo di accoglienza per gli sfollati.

Monti si sta recando in auto a Roma in vista del Consiglio dei ministri delle 14.30 che, come confermato questa mattina, delibererà un decreto di emergenza d’intesa con la Protezione civile. ”Sul decreto emergenze troveremo coperture adeguate per interventi immediati”, ha detto il premier.

Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 maggio sono state ospitate presso i campi e le strutture di prima assistenza allestiti dalla Protezione civile regionale 4.914 persone. Di queste 1288 nel ferrarese, 266 nel bolognese, 3360 nel modenese. Sono in fase di completamento entro la mattinata di oggi ulteriori strutture per fornire assistenza ad altre 1310 persone.

Per assicurare il soccorso alla popolazione sono state attivate le risorse della Colonna mobile regionale integrata con moduli forniti dalle Regioni Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Toscana, Umbria, Anpas (associazione nazionale pubblica assistenza) e Ana (associazione nazionale alpini) nazionali, con il coordinamento del Dipartimento nazionale. Sono in corso verifiche con le Prefetture, le Province ed i Comuni per valutare l’eventuale esigenza di attivare ulteriori moduli assistenziali per la popolazione. Per organizzare e gestire le attività assistenziali sono stati coinvolti 731 volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna, oltre a circa 300 delle altre Regioni; è stato attivato un posto medico avanzato a Mirandola per assicurare pur in condizioni di emergenza la prosecuzione dell’attività sanitaria, altrimenti interrotta per inagibilità dei presidi ospedalieri di Finale Emilia e Mirandola.

“La nostra priorità – ha detto oggi il presidente della Regione Vasco Errani che insieme all’assessore alla protezione civile Paola Gazzolo ha fatto il punto degli interventi in corso nella Conferenza dei capigruppo dell’Assemblea legislativa – è stata quella di dare subito assistenza alle persone, anche grazie all’aiuto che ci stanno dando altre Regioni. Ora dobbiamo accelerare il più possibile le verifiche sulla stabilità delle abitazioni, per facilitare il rientro degli abitanti nelle loro case, e delle scuole per consentire la conclusione dell’anno scolastico in un clima il più possibile sereno. Stiamo parlando di danni ingentissimi, per le abitazioni, le imprese, i centri storici e i beni culturali. I danni sono quelli che sono, inutile fare stime. Vogliamo essere rigorosi e seri per poter definire il percorso della ricostruzione. Avvieremo un confronto col Governo, stiamo studiando un meccanismo con i Consorzi fidi per anticipare i finanziamenti necessari a ripristinare l’attività produttiva, prevediamo l’attivazione degli ammortizzatori in deroga dove sarà necessario”.

Mercoledì, al termine della commemorazione per Maurizio Cevenini, è prevista una ulteriore comunicazione all’Assemblea legislativa.

Tarik Nauch, Nicola Cavicchi, Leonardo Ansaloni, Gerardo Cesaro sono i quattro operai morti sul lavoro nel crollo delle fabbriche. Nevina Balboni, 103 anni il prossimo giugno, è morta in casa colpita alla testa dai calcinacci. Un’altra anziana, Anna Abeti, di 86 anni, si è sentita male ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale a causa di un ictus. Infine è tedesca, Gabi Ehsemann, la donna morta d’infarto a Bologna.
Sono le sette vittime del sisma, altre 47 persone hanno riportato traumi per i quali è stato necessario provvedere al ricovero ospedaliero.

Gli sfollati sono circa 5mila. Nella giornata di ieri il presidente Errani ha trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza nazionale, che verrà approvata domani dal Consiglio dei Ministri.

E’ in corso il censimento danni da parte dell’Agenzia di protezione civile regionale, con il supporto del Dipartimento nazionale di Protezione civile e il Servizio regionale Geologico sismico e dei suoli. Alle otto squadre attivate ieri e composte da sedici tecnici del nucleo di valutazione regionale, si sono aggiunte nella giornata di oggi altre dodici squadre di tecnici regionali e cinque squadre del Trentino. E’ stata già acquisita inoltre la disponibilità di altre Regioni per l’attivazione a partire da domani di ulteriori venti squadre di rilevatori. Questa attività viene svolta in stretto coordinamento con sindaci e amministrazioni provinciali, Vigili del fuoco e Soprintendenze ai beni architettonici.

Il sisma

Alle ore 4.03 un terremoto di magnitudo 5.9 ha colpito l’ Emilia Romagna, in particolare le province di Modena, Ferrara e Bologna, a una profondità di 6.3 km con epicentro nel comune modenese di Finale Emilia (dati Ingv – Istituto nazionale Geofisica e Vulcanologia). L’evento sismico ha colpito anche le province di Mantova e Rovigo.

In Emilia–Romagna i Comuni tra i 10 ed i 20 km dall’epicentro sono: Camposanto, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, Cavezzo, San Posidonio nel modenese; Crevalcore, Malalbergo e Pieve di Cento in provincia di Bologna. In provincia di Ferrara: Ferrara, Sant’Agostino, Poggio Renatico, Mirabello, Vigarano Mainarda, Cento e Bondeno.

All’evento principale ha fatto seguito alle ore 5.02 un’altra scossa di magnitudo 4.9 nelle stesse province, ed altre scosse di minore entità. Al momento si tratta di circa 120 scosse, la maggior parte delle quali inferiori a magnitudo 2.

La situazione degli ospedali a Modena e Ferrara
Evacuato per motivi precauzionali l’ospedale di Finale Emilia, mentre quello di Mirandola è nuovamente agibile. Sono stati chiusi la sede di oncologia e un piano del servizio psichiatrico del S. Anna (Ferrara). Allo stato attuale gli ospedali del modenese evacuati non sono stati dichiarati inagibili tuttavia, per ridurre al minimo i disagi dei 108 pazienti, si è scelto di trasferirli in altri nosocomi, in attesa di ulteriori verifiche. Nelle due cittadine, inoltre, sono stata attivate due postazioni mediche avanzate, “strutture sanitarie da campo”, con medici e infermieri addetti all’emergenza.

L’Azienda Usl di Modena ha inoltre deciso di chiudere per alcuni giorni i servizi distrettuali a Mirandola, Finale Emilia, San Felice, San Prospero, Medolla, Cavezzo e Camposanto, oltre all’ambulatorio privato accreditato Esculapio di San Felice. Sono state sospese tutte le attività ambulatoriali (visite, esami, indagini strumentali). Ai cittadini che hanno una visita o un esame prenotato per questa settimana si chiede di non chiamare l’Azienda Usl: saranno ricontattati per un nuovo appuntamento.

Per quanto riguarda la situazione nella zona di Ferrara, sempre in via precauzionale, è stato chiuso un piano del Servizio psichiatrico del S. Anna, dove è stata evacuata anche la sede dell’oncologia i cui pazienti sono stati trasferiti al nuovo ospedale di Cona. Sono stati accolti a Cona anche i 20 ospiti della casa protetta di Dosso di S.Agostino.

Per quanto riguarda i servizi, oggi saranno garantiti solo quelli essenziali a Ferrara, Bondeno, S. Agostino, Cento, Mirabello, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda. Il personale è a disposizione per eventuali necessità. Da domani tutti i servizi saranno riattivati.

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