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Terremoto, la situazione nelle zone colpite

Bologna – Un minuto di silenzio per ricordare le sette vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna domenica 20 maggio. Lo ha osservato l’Assemblea legislativa regionale, in apertura della seduta che ha fatto il punto sui danni del sisma e gli interventi nei territori colpiti partendo dalla comunicazione della Giunta. “La priorità che ci ha guidato nell’affrontare l’emergenza – ha sottolineato l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo – è stata l’assistenza alla popolazione colpita duramente dal sisma per non lasciare nessuno solo. Un’azione perseguita in modo efficace fin dalle prime ore grazie ai sindaci, ai volontari e al coordinamento della Protezione civile territoriale, regionale e nazionale”.

“Altro obiettivo preminente – ha sottolineato ancora Gazzolo – è stato quello delle verifiche sull’agibilità degli edifici: 35 squadre dei Vigili del Fuoco hanno già compiuto verifiche su 2.159 immobili, certificando l’agibilità nel 98% dei casi. Le strutture che versano in condizione di maggiore criticità saranno sottoposte ad un ulteriore sopralluogo da parte di squadre specialistiche”.
“Riteniamo necessario – ha concluso l’assessore – che l’attenzione della Regione non venga mai a calare e che ci sia un filo di continuità dall’emergenza fino alla ricostruzione. Su questo ci stiamo impegnando e stiamo impegnando il Governo”.
“Subito provvedimenti per cittadini e imprese, stanziamenti straordinari e verifiche già in atto in edifici e scuole”, ha detto in Aula il presidente della Regione, Vasco Errani.”Siamo profondamente colpiti ma non in ginocchio, anzi la macchina dell’emergenza ha funzionato da subito con efficienza e la popolazione sta reagendo con grandissima dignità, manifestando la voglia di riprendere subito le proprie attività, la vita di tutti i giorni”.
“Questa è un’emergenza nazionale” ha riaffermato Errani, ricordando che “occorre un provvedimento in tempi rapidi di sospensione di tutti i pagamenti per le case e le imprese lesionate”.
“La Regione, facendo uno sforzo straordinario anche in relazione all’assestamento di bilancio – ha concluso il presidente – metterà delle risorse. Chiediamo che il Governo faccia altrettanto, mentre stiamo pensando ad un fondo per cui è stata trovata già una risposta positiva dal sistema bancario. Venerdì pomeriggio avremo un tavolo con le forze imprenditoriali e sociali e proveremo a costituire un provvedimento straordinario che vada in questa direzione”.
L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa regionale ha anche deciso di destinare 2 milioni di euro all’emergenza terremoto; fondi derivati dalla riduzione dei costi di funzionamento, dalla riorganizzazione della spesa e dai tagli alle indennità dei consiglieri.
Dopo l’intervento in Aula il presidente Errani e l’assessore Gazzolo si sono recati in alcuni luoghi colpiti dal terremoto nel bolognese e nel ferrarese e hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni.

Lo stato di emergenza
Martedì 21 maggio il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per i territori coinvolti, assicurando che l’intero fabbisogno finanziario per far fronte alle spese dell’emergenza verrà coperto utilizzando le risorse del Fondo nazionale per la Protezione civile, incrementato di 50 milioni. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha anche annunciato il proposito di rinviare il pagamento dell’Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali inagibili.
Le prime risorse stanziate serviranno a coprire tutte le spese per i soccorsi, l’assistenza e la messa in sicurezza provvisoria dei siti pericolanti. Il tutto senza ricorrere ad un incremento delle accise sulla benzina e, quindi, della pressione fiscale complessiva.

Le proposte della Regione al Governo
La Regione Emilia-Romagna, per rispondere alle priorità individuate, ha proposto fin da subito al Governo:
• sospensione dell’Imu e degli oneri fiscali e contributivi;
• sostegno al credito per far ripartire l’economia;
• riconoscimento degli ammortizzatori sociali ordinari o in deroga a sostegno dei lavoratori delle imprese;
• flessibilità sul patto di stabilità con gli enti locali;
• reperimento delle risorse finanziare e tempi certi per la ricostruzione.

Oltre cinquemila persone accolte nelle strutture
A fronte degli oltre 7000 posti disponibili, 5.292 sono complessivamente gli sfollati che al momento trovano accoglienza: 3.515 nei 10 campi di accoglienza e nelle altre strutture del modenese; 1.635 nel ferrarese; 116 nel bolognese; 26 nelle strutture di Reggio Emilia.
L’assistenza viene garantita grazie a 250 posti letto in tende attrezzate e dotate di cucine e servizi igienici, l’utilizzo di palestre, scuole, centri di aggregazione e alberghi.
L’Agenzia regionale di Protezione civile ha attivato il Centro operativo regionale e sta coordinando gli interventi in raccordo con Vigili del Fuoco, Prefetture, Comuni, Province, volontariato di protezione civile, Forze di Polizia e gestori dei servizi pubblici.
Per il soccorso alla cittadinanza si sono utilizzate le risorse della Colonna mobile regionale – 4 moduli assistenziali dell’Emilia Romagna erano presenti nelle zone colpite dal sisma già nella giornata di domenica – a cui si sono aggiunti i moduli forniti dalle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Toscana, Umbria, Anpas (Associazione nazionale pubblica assistenza) e Ana (Associazione nazionale alpini) nazionali, con il coordinamento del Dipartimento nazionale.
Al momento sono coinvolti in operazioni di assistenza 509 volontari di protezione civile: 331 dell’Emilia-Romagna e oltre a circa 178 delle altre Regioni (altri 343 sono già reperibili).
Per garantire la sicurezza dei cittadini e l’assistenza sanitaria, il sistema di Protezione civile ha segnalato al Ministero dell’interno, che l’ha accolta, la necessità di incrementare la presenza delle Forze dell’ordine sul territorio, mentre dal punto di vista sanitario, da lunedì 21 tutti i servizi sono stati riattivati o assicurati attraverso il potenziamento di strutture o ambulatori vicini.

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