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Terremoto, il decreto per la ricostruzione. E il Governo rafforza gli interventi

Bologna – E’ entrato in vigore l’8 giugno il Decreto legge per la ricostruzione. Contiene le modalità per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo danneggiati dal terremoto, contributi per le imprese e disposizioni di semplificazione dei procedimenti amministrativi.
Il Governo, anche in base delle indicazioni della Commissione Grandi rischi, sosterrà e rafforzerà le iniziative in atto, assumendo, d’intesa con le Regioni, tutti gli interventi necessari a tutelare le comunità locali, oltre a consentire l’avvio della ricostruzione. Ciò richiederà uno sforzo straordinario in termini di risorse, competenze e strumenti.

E’ entrato in vigore venerdì 8 giugno il Decreto legge per la ricostruzione. Il provvedimento prevede interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal terremoto che il 20 e il 29 maggio 2012 ha interessato ampie zone delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo. Nel testo sono contenute le modalità per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo; contributi a favore delle imprese e disposizioni di semplificazione dei procedimenti amministrativi.

E proprio sul decreto, rivolgendosi alle istituzioni locali durante la visita nelle zone del sisma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva detto: “Non potevate e non potete pensarci da soli: ci dobbiamo pensare noi. Dobbiamo sentire come nostro, nelle istituzioni e nella società, il problema dell’emergenza e della ricostruzione. Lo spirito nel quale muoversi deve essere di solidarietà, di impegno comune, di impegno condiviso”.

Il provvedimento – che estende fino al 31 maggio 2013 lo stato di emergenza – prevede la nomina dei Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto a Commissari, con l’incarico di coordinare le attività per la ricostruzione. I presidenti potranno avvalersi per gli interventi dei sindaci dei comuni e dei presidenti delle province interessati.

Il ministero dell’economia e delle finanze ha istituito un Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate che prevede due miliardi e mezzo: 500 milioni arrivano dall’aumento dell’aliquota dell’accisa sui carburanti (2 centesimi al litro), un miliardo di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 dalla riduzione delle voci di spesa nell’amministrazione pubblica. Inoltre il Fondo sarà alimentato con le risorse dell’Ue.

I Presidenti stabiliranno – sulla base dei danni effettivamente verificatisi – priorità, modalità e percentuali entro le quali possono essere concessi contributi nel limite delle risorse.

E intanto l’Anci lancia l’iniziativa rivolta a tutti i sindaci “adotta un Comune teremotato” per sostenere iniziative e parte di progetti in favore dei territori colpiti dal sisma.
 

Il rafforzamento delle attività di verifica e di messa in sicurezza
Il Governo, anche in base delle indicazioni della Commissione Grandi rischi, sosterrà e rafforzerà le iniziative in atto, assumendo, d’intesa con le Regioni, tutti gli interventi necessari a tutelare le comunità locali, oltre a consentire l’avvio della ricostruzione. Ciò richiederà uno sforzo straordinario in termini di risorse, competenze e strumenti.
La Regione ha chiesto e ottenuto dal Governo – da parte del Commissario per la ricostruzione, d’intesa con Presidenti delle Province, i Sindaci dei Comuni capoluogo di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia e il Dipartimento per la Protezione civile – il potenziamento immediato delle seguenti attività:

– ulteriore rafforzamento, con l’arrivo di un contingente di 300 unità, dei Vigili del Fuoco, che saranno destinate all’accelerazione delle fasi di verifica sulle diverse tipologie di edifici, anche finalizzate alla rapida conclusione della fase di messa in sicurezza preventiva degli stessi;

– attivazione, da parte del Dipartimento nazionale della Protezione civile,  in collaborazione con le Università, gli Ordini professionali e i Comuni, del maggior numero possibile di tecnici professionisti nelle zone colpite dal sisma per accelerare ulteriormente le verifiche di agibilità delle strutture;

– attivazione di un contingente militare per aumentare il presidio, ai fini della pubblica sicurezza, in particolare nelle zone rosse dei centri abitati colpiti, come richiesto dagli stessi Sindaci.

Saranno valutate, d’intesa tra il Commissario, il Comitato istituzionale e il Dipartimento per la Protezione civile, ulteriori misure organizzative atte a creare più efficaci presidi di accoglienza nell’ambito delle aree interessate.

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