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Terremoto, la visita del presidente Napolitano. “Lo Stato è qui”

Bologna – Il presidente Napolitano, ha iniziato sua visita in Emilia-Romagna nella sede della Regione dove ha incontrato i presidenti di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, i sei presidenti delle Province colpite e i sindaci e gli altri rappresentanti delle istituzioni.
Napolitano ha sottolineato l’impegno di tutto il Paese per superare l’emergenza e per la ricostruzione e la salvaguardia di un’area e ha annunciato di aver firmato il decreto per dare le risposte alle popolazioni e alle attività produttive colpite dal terremoto.
La visita del Capo dello Stato è proseguita prima a Mirandola (Mo), poi a Crevalcore (Bo) e si è conclusa a Sant’Agostino (Fe).

 

“Lo Stato è qui. E’ nelle sue istituzioni nazionali, a Palazzo Chigi e al Quirinale, è in tutti i Comuni oggi all’opera per fare la loro parte”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha iniziato nella sede della Regione la sua visita in Emilia-Romagna incontrando i presidenti di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, i sei presidenti delle Province colpite e i sindaci e gli altri rappresentanti delle istituzioni impegnate nella gestione del terremoto e nella ricostruzione.

Dopo aver ascoltato gli interventi del presidente dell’Emilia-Romagna Errani, dei sindaci di Ficarolo (Rovigo), Moglia (Mn) e S.Felice sul Panaro (Mo), della presidente della provincia di Ferrara Zappaterra e del prefetto Gabrielli, Napolitano ha sottolineato l’impegno di tutto il Paese per superare l’emergenza e per la ricostruzione e la salvaguardia di un’area “di eccellenze dal punto di vista del patrimonio storico, artistico, culturale e religioso; del grado di sviluppo economico e sociale raggiunto; del livello di civismo e della capacità di vita associata”.

Il presidente ha annunciato di aver firmato il 6 giugno il decreto per dare le risposte alle popolazioni e alle attività produttive colpite dal terremoto e parlato della opportunità di realizzare un “piano di sicurezza nazionale rispetto al rischio sismico” per evitare i danni e le vittime.

“Possiamo far leva sui nostri grandi punti di forza, su un’industria manifatturiera che ha in queste zone presenze tra le più significative e competitive anche sul piano mondiale”, ha detto il presidente sottolineando: “al terremoto dobbiamo pensare noi, con un impegno comune e condiviso”.

“Dobbiamo comprendere la portata di questi terremoti. Oltre 900 mila persone coinvolte, un territorio amplissimo”, aveva detto poco prima il presidente Errani. “Sono eventi che possono mettere in discussione solidità, coesione, tenuta, ma abbiamo reagito subito. Tutto questo non ci piega. Siamo in piedi. Rispondiamo uniti, popolazione e istituzioni”.

“E’ giusto – ha sottolineato il presidente della Regione – avere fiducia in questa comunità perché se la merita. L’Italia e l’Europa fanno bene a scommettere sull’Emilia-Romagna, sulle province colpite di Lombardia e Veneto perché noi per primi crediamo nelle nostre possibilità di risollevarci, di ricostruire, di fare meglio quel che di buono il paese si attende da noi”.

Errani ha assicurato: “Non perderemo un minuto per migliorare, per dare qualità, forza e trasparenza alla ripartenza. Con le giuste regole, abbattendo burocrazie, contrastando con determinazione le infiltrazioni criminali, condividendo scelte e strumenti con il sistema istituzionale, sociale e imprenditoriale”

“Nel vivo dell’emergenza, che continua – ha sottolineato il presidente Errani – vogliamo lavorare ad un nuovo modo di operare, che pensa alla qualità degli interventi, che collega emergenza, sicurezza, soluzioni di ripresa, idea di futuro”.

Il Capo Dipartimento nazionale della Protezione civile Franco Gabrielli ha, infine, ricordato “i 4 mila uomini e donne. Volontari di protezione civile, rappresentanti delle amministrazioni centrali, vigili del fuoco, forze armate e dell’ordine, comunità scientifica” che lavorano ogni giorno accanto alle centinaia di funzionari e dirigenti dei governi regionali e locali, e delle strutture territoriali di protezione civile” per “assistere nel miglior modo possibile le popolazioni” colpite e in particolare i 16 mila sfollati. “Noi – ha poi detto – vorremmo che l’Italia della generosa e immediata risposta all’emergenza fosse anche l’Italia della ordinaria e più faticosa attività di prevenzione”, perché le vittime degli ultimi terremoti, ma anche delle alluvioni dello scorso anno, sono “un prezzo assurdo e insostenibile” che “un Paese civile, evoluto come il nostro non può più permettersi. Non ci sono ragioni economiche o alibi pseudo storico-culturali – ha concluso Gabrielli – che possano giustificare un sistematico disprezzo delle regole, un bizantino rinvio di disposizioni che impongono comportamenti virtuosi”.

La visita del Presidente Napolitano in Emilia è proseguita nel pomeriggio nei territori colpiti dal sisma, accompagnato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. Prima tappa è stata Mirandola, dove il Capo dello Stato ha incontrato gli sfollati e i volontari che lo hanno salutato con un caloroso applauso. “L’applauso lo meritate solo voi – ha detto Napolitano – per quello che avete fatto e farete. L’Italia del volontariato, della solidarieta’ e’ l’Italia migliore”.

Da Mirandola il corteo presidenziale si è poi spostato a Crevalcore, dove ad attenderlo, oltre a cittadini e volontari, c’era una rappresentanza degli imprenditori del territorio insieme a Gaetano Maccaferri, presidente di Confindustria Emilia-Romagna. A Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, l’ultima tappa della giornata emiliana del presidente della Repubblica.

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