Close

Oltre 12mila i cittadini nelle strutture d’emergenza

Bologna – Il numero di cittadini accolti nelle strutture di emergenza nei territori emiliano-romagnoli colpiti dal sisma è salito a 12.180: sono 9.265 nei 35 campi allestiti, 2.915 in scuole e palestre, 2.040 negli alberghi. Al momento sono oltre 1.500 volontari di Protezione civile impegnati sul territorio, a cui si aggiungono esperti tra Vigili del fuoco e altre forze dell’ordine, per un totale di oltre 4.500 operatori attivi.
Dagli sms solidali sono già arrivati 10 milioni di euro per le popolazioni colpite dal sisma, a cui si aggiungono 500 mila euro confluiti sul conto corrente istituito dalla Regione. Intanto è purtroppo è salito a 26 il bilancio delle vittime del sisma.

 

Sono 12.180 cittadini accolti nelle strutture di emergenza nei territori emiliano-romagnoli colpiti dal sisma, a fronte di una disponibilità complessiva di 15.754 posti. Di questi 9.265 sono alloggiati nei 35 campi allestiti sul territorio, 2.915 nelle strutture al coperto come scuole e palestre, mentre 2040 hanno trovato accoglienza negli alberghi. L’opera di assistenza alla popolazione è garantita da oltre 1.500 volontari di Protezione civile, ai quali si aggiungono operatori e esperti dei Vigili del fuoco, delle Forze armate e dell’Ordine, degli Enti locali per un totale di oltre 4.500 uomini e donne al lavoro. Sono alcuni dei dati comunicati questa mattina all’Assemblea legislativa da Paola Gazzolo, assessore regionale alla protezione civile.

Con 100 Vigili del fuoco aggiuntivi, in servizio da oggi sale a 1.250 il numero complessivo di quelli impegnati quotidianamente sul territorio nelle verifiche speditive sugli edifici: dal 20 maggio al 3 giugno ne erano state realizzate 19.890, l’obiettivo è di terminare le rimanenti 13.976 verifiche nell’arco di una settimana. Contemporaneamente sono state rafforzate anche le squadre di tecnici regionali abilitati alla compilazione delle schede Aedes per l’accertamento dei danni, ai quali spetta il compito di valutare le strutture in condizioni di maggior criticità o di compiere ulteriori accertamento dopo i Vigili del fuoco: erano 92 ieri, sono 103 da oggi: 14 in particolare sono le squadre messe a disposizione dalle Facoltà di ingegneria delle Università di Bologna, Parma, Modena-Reggio Emilia e Ferrara e 12 quelle espressamente impegnate nella conclusione delle verifiche sulle scuole.

Le imprese della zona terremotata
Nel territorio colpito dal sisma operano oltre 77 mila imprese, pari al 20,2% del totale regionale, con 343 mila lavoratori. La dimensione economica dei comuni terremotati è pari a oltre 25 miliardi di valore aggiunto e a oltre 15 miliardi di esportazioni all’estero. Qui si produce l’1,8% del Pil nazionale.

Il settore più importante è quello della meccanica che dà lavoro a 70 mila persone, seguito dal tessile (20 mila occupati), dall’alimentare (10 mila) e da quello ceramico con 4 mila lavoratori. Si tratta in sostanza di oltre il 60% degli addetti complessivi delle province di Modena e Ferrara e di oltre il 20% di quelle di Reggio e Bologna.

Numeri importanti anche in campo agricolo, con 14.119 aziende agricole potenzialmente coinvolte dal sisma, 672 delle quali sono rappresentate da allevamenti e una superficie agricola interessata di 215.976 ettari, circa il 20% del totale regionale. Tra i settori più colpiti quello del Parmigiano Reggiano, con oltre 10 mila caseifici inagibili e circa 630 mila forme di danneggiate.

“Nella casistica dei contributi alle imprese – ha spiegato Gian Carlo Muzzarelli, intervenendo in Assemblea legislativa – dovrà essere compresa anche la concessione di aiuti per la localizzazione temporanea di strutture gravemente danneggiate dal sisma. È questo quanto richiesto dalla Regione – nella strategia complessiva di rilancio elaborata d’intesa col tavolo per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva – al Governo.

L’individuazione di aree o sedi idonee è stata invece affidata agli enti locali e alle associazioni di categoria, che si sono già attivati in tal senso.
Per quanto riguarda le imprese multinazionali, le più esposte al rischio di delocalizzazione, sono stati attivati tutti i canali di contatto diretti e indiretti per scongiurare decisioni affrettate e immotivate, incontrando finora disponibilità e comprensione delle difficoltà drammatiche del momento. Dai contatti che abbiamo avuto – ha detto Muzzarelli – e che sono sempre in corso, abbiamo ragione di ritenere che il pacchetto che abbiamo predisposto incontri il favore dei nostri interlocutori, a condizione che si riesca a procedere in tempi brevi e certi. Quindi i contributi europei, nazionali, regionali e locali, saranno concessi esclusivamente alle imprese che confermeranno la loro permanenza sul territorio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *