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Tutela della costa, un protocollo per lo sviluppo di tecnologie innovative

Bologna – Una rete di monitoraggio per analizzare e quantificare le diverse cause responsabili della subsidenza lungo la costa ravennate e controllarla. Il progetto sarà predisposto e coordinato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito delle attività previste da un protocollo d’intesa firmato oggi pomeriggio con Comune e Provincia di Ravenna ed Eni.

Il documento – siglato dall’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo, dal presidente della Provincia di Ravenna Francesco Giangrandi, dal sindaco del Comune di Ravenna Fabrizio Matteucci e dal direttore della “Regione Sud Europa di Eni, Divisione exploration&production” Giuseppe Tannoia – prevede anche la realizzazione di un progetto sperimentale per iniettare acque nel pozzo “Angelina 1”, al largo delle coste ravennati meridionali. L’operazione ha l’obiettivo di ripressurizzare i giacimenti profondi da cui si estrae il gas, per mantenere costante la pressione e appunto impedire la subsidenza.
Il Protocollo dà continuità al progetto avviato nel 2002 con l’obiettivo di assicurare la sostenibilità dell’attività di estrazione di gas e verificare la fattibilità di tecniche innovative per la stabilizzazione e il recupero della spiaggia. Gli interventi realizzati fino ad oggi e il complesso delle strategie regionali per la difesa del suolo e della costa hanno già consentito di raggiungere valori di subsidenza molto prossimi a quelli naturali.
“Questo è un altro esempio di come l’attività della Regione sia sempre più orientata alla prevenzione e a garantire la sicurezza per i cittadini”, ha sottolineato l’assessore Gazzolo. “Per il monitoraggio continuo dei dati per la difesa della costa e la prevenzione delle mareggiate, abbiamo puntato su un sistema a rete al quale tutti contribuiscono, pubblico e privato. Il protocollo firmato oggi va in questa direzione rendendo disponibili in tempo reale i dati meteomarini. L’obiettivo è garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse energetiche e la tutela dell’ambiente puntando su progetti innovativi di alto contenuto scientifico”.

Il Progetto sperimentale Angelina “pressure maintenance”
Il Progetto – che costituisce una delle azioni pilota del programma Gestione integrata della zona costiera (Gizc) – rientra nell’ambito di una serie di intese tra Eni, Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Ravenna. Obiettivo generale è il controllo e il mantenimento della pressione degli acquiferi profondi di gas al fine di contrastare il fenomeno della subsidenza, oltre a realizzare interventi e sperimentazioni per il recupero e la stabilizzazione degli arenili.
Il primo protocollo era stato siglato nell’ottobre del 2002, mentre nell’aprile del 2006 è stato firmato il nuovo accordo per la prosecuzione e l’estensione della sperimentazione. Il rinnovo dell’accordo deriva dai risultati ottenuti i quali hanno evidenziato un incremento della pressione del giacimento insieme all’aumento del deposito di sedimento sulla fascia costiera.
Nelle attività sinora condotte si è arrivati a iniettare fino a 170 m3/giorno di acqua alla profondità del giacimento a gas compresa tra i 3000 e i 4000 metri.
Il nuovo Protocollo 2010/2013 prevede, oltre alla prosecuzione del progetto di iniezione, anche una serie interventi di sostenibilità ambientale sul territorio rivolti alla salvaguardia dei litorali e a dare impulso allo sviluppo della “green economy” nel ravennate. Per queste attività Eni darà un contributo pari a 5,8 milioni di euro./BG

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